Clavis Magna

Parliamo dei libri di Giordano Bruno

La coincidenza degli opposti

Sarebbe troppo facile dire che sullo scrittoio di Bruno non c’erano né testi buddistici né scritti di Lao tse. Resta il fatto che queste assonanze ci sono, e non solo sul punto della metasomatosi, che è il più ovvio. Esistono sintonie più profonde che riguardano anzitutto il concetto del divino e quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia. Sono sintonie e assonanze che pongono complessi problemi di ordine teorico, con i quali si sono misurati pensatori come Cassirer e Aby Warburg che, come è noto, amava Bruno. Pongono anzitutto il problema di quelle che si potrebbero definire strutture “trascendentali” del pensiero umano, dalle quali sgorgano sintonie e assonanze di ordine filosofico o religioso che prescindono dalle “fonti” tradizionalmente considerate, ma non sono per questo meno importanti e significative. Nel suo lavoro Guido del Giudice ha precisamente questo doppio merito:
1. aprire gli studi bruniani verso prospettive non ancora e non sempre considerate in modo adeguato;
2. sollecitare il lettore a confrontarsi con delicati problemi teorici, che riguardano la struttura complessiva – universale, si potrebbe dire – del pensiero umano.

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